Torino, Italia. 29 novembre 2019. Studenti di fronte alla sede dei maggiori quotidiani torinesi contestano le espressioni utilizzate negli articoli sulla crisi climatica durante il IV sciopero globale per il clima.

Il Guardian, a partire da maggio 2019, ha scelto di raccontare la crisi climatica utilizzando diversamente le parole, le espressioni e le immagini che accompagnano i suoi articoli.
Dal punto di vista del linguaggio, invece che “cambiamento climatico” il Guardian ha scelto di usare “emergenza, crisi o catastrofe climatica” perché l’espressione “cambiamento climatico” suona come piuttosto passiva e blanda quando ciò di cui si parla «è una catastrofe per l’umanità».
È stato scelto poi di usare l’espressione “negazionisti del clima”, piuttosto che “scettici”, perché la parola negazionismo corrisponde meglio all’attività di propaganda portata avanti da chi vuole screditare la crisi climatica nonostante le sue numerose dimostrazioni scientifiche.

Torino, Italia. 29 novembre 2019. Studenti di fronte alla sede dei maggiori quotidiani torinesi contestano le espressioni utilizzate negli articoli sulla crisi climatica durante il IV sciopero globale per il clima.

Per quanto riguarda le immagini il Guardian si è rivolto a Climate Visuals che, nella scelta delle foto, ha individuato sette principali linee guida:

Mostrare persone reali

Scatti rituali e in posa di politici che, per esempio, piantano degli alberi non sono interessanti o determinano fastidio.

Raccontare storie nuove

Non utilizzare immagini come foto di ciminiere, deforestazioni e orsi polari ma, piuttosto, pubblicare fotografie stimolanti che raccontino storie meno conosciute, ampliando le conoscenze di chi legge.

Mostrare le cause dei cambiamenti su larga scala

Mostrare comportamenti che dipendono dalla quotidianità di ciascuna persona su una scala più ampia. Le persone faticano a comprendere i legami tra emergenza climatica e vita quotidiana, e le “cause” individuali (come il consumo di carne) tendono o a non essere riconosciute o, se lo sono, a provocare reazioni difensive. È meglio mostrare comportamenti dannosi su larga scala, scegliendo per esempio l’immagine di un’autostrada piena di macchine, piuttosto che un singolo conducente.

Le immagini sulla crisi climatica sono emotivamente forti

L'impatto emotivo di un'immagine riguardante la crisi climatica può essere enorme e colpire a tal punto da portare a una sorta di paralisi emotiva: associare le immagini degli impatti climatici con un comportamento concreto che le persone possono praticare può aiutare a superare questo problema.

Capire il vostro pubblico

La reazione del pubblico alle immagini dipende dal suo livello di scetticismo. Un pubblico conservatore è poco colpito da immagini di eventi distanti. Le immagini che descrivono soluzioni all'emergenza climatica generano invece emozioni positive in tutto il pubblico.

Mostrare l'impatto locale

Porre attenzione ai cambiamenti climatici locali, in modo che le persone si rendano conto che la questione è rilevante per loro.

Attenzione alle immagini di protesta

Le immagini di manifestazioni ambientaliste si rivolgono prevalentemente a coloro che sono già attivisti, mentre la maggior parte delle persone non mostra empatia verso immagini di proteste che, al contrario, possono rafforzare l’idea che il cambiamento climatico riguardi qualcun altro piuttosto che tutti. Le immagini di mobilitazioni immediatamente conseguenti ad un disastro climatico risultano più accattivanti.

Torino, Italia. 29 novembre 2019. Studenti di fronte alla sede dei maggiori quotidiani torinesi contestano le espressioni utilizzate negli articoli sulla crisi climatica durante il IV sciopero globale per il clima.

A titolo di esempio la scorsa estate i media hanno pubblicato titoli drammatici sulle ondate di caldo, accompagnati però da immagini di bambini che giocavano nelle fontane o di persone che si tuffavano nel mare. Questa contraddizione, spiega il Guardian, mette a rischio i contenuti stessi e il modo in cui percepiamo i rischi dell’emergenza climatica.

Quando anche i nostri quotidiani faranno proprie queste raccomandazioni?

Torino, Italia. 29 novembre 2019. Uno dei tre spezzoni del corteo si dirige verso la stazione di Porta Nuova per riunirsi agli altri durante il IV sciopero globale per il clima.

Collegamenti

Leggi sul sito del Guardian: Why the Guardian is changing the language it uses about the environment

Leggi sul sito del Guardian: 'It's a crisis, not a change': the six Guardian language changes on climate matters

Leggi sul sito del Guardian: Why we're rethinking the images we use for our climate journalism

Leggi sul sito di Climate Visuals i 7 principi della comunicazione climatica